A quanti mesi i bambini iniziano a gattonare?

By | 27 Agosto 2017

Se sei alla ricerca d’informazioni sul gattonare del tuo bambino leggi questo post potrebbe esserti utile.

Gattonare indica l’avanzare con le mani e le ginocchia sul pavimento dei bambini che non hanno ancora imparato a camminare.

Spesso si crede che saltare questa tappa non abbia nessuna importanza per lo sviluppo motorio, la coordinazione e lo sviluppo cognitivo.

È bene sapere che il gattonamento è una fase importante prepara il bambino alla sua futura coordinazione motoria.

È un passaggio fondamentale dalla posizione qudrupedica a quella bipeda permette la formazione delle curve fisiologiche.

Solitamente il periodo dove il bambino prevede la capacità di stare in equilibrio sulle mani a pancia sotto.

Dal nono mese dovrebbe iniziare il gattonamento, ma ci sono bambini che iniziano anche più tardi. Per cui non ti preoccupare se il tuo bambino non gattona ancora.

È importante non anticipare, forzare le tappe ma farle raggiungere in modo autonomo dal bambino quando è pronto.

Tornando al gattonamento:
sviluppa la sua propriocezione: ovvero a capire la posizione del corpo nello spazio,
sviluppa le funzioni cognitive: i movimenti del gattonamento mettono in comunicazione i due emisferi del cervello
sviluppa lo schema crociato la funzione per cui il braccio sinistro si muove in sincronia con la gamba destra e viceversa.
aumenta la fiducia in se stesso perché impara a prendere decisioni a muoversi verso l’oggetto desiderato

Il bambino in questa fase presenta un progresso sia a livello fisico che neurologico, muoversi in questo modo lo prepara a sviluppare successivamente competenze più complesse come leggere e scrivere.

PERCHÉ UN BAMBINO NON GATTONA?

Possono esserci molte variabili, tra queste i fattori ambientali e gli stimoli che riceve il bambino.

Un bambino che sta nel box, nel girello, nella sdraietta sarà poco motivato al movimento.

Altri bambini saltano la fase del gattonamento, oppure si spostano adottando altre strategie trascinandosi sul sedere, strisciando.

DAL PUNTO DI VISTA DELLA TERAPIA MANUALE

L’espressione motoria e posturale del bambino mostra le sue tensioni e le zone di poca mobilità a noi terapisti.

Si possono riscontrare delle tensioni al bacino, una posizione a virgola quando è sdraiato sulla schiena, con la tendenza a tenere la testa ruotata da un lato.

Se si prova a cambiare la posizione potrebbe innervosirsi e piangere.

COME FARE PER AIUTARE IL TUO BAMBINO?

Puoi aiutare il tuo bambino a rilasciare queste tensioni con il massaggio infantile, infatti lo schema segue le catene muscolari.

Ogni passaggio è collegato ad una catena muscolare.
(Nell’articolo cosa è la terapia manuale accenno alle catene muscolari)

I benefici del massaggio sono molteplici, oltre alla relazione di amore e fiducia intensa che si instaura con il genitore.

Il massaggio permette uno stimolo delle catene così come la struttura dello sviluppo psicomotorio.

Il massaggio viene eseguito dai piedi alla testa, rispettando l’unità globale; instaura una relazione intesa e di amore verso il proprio bambino.

La postura, la statica e il movimento dipendono dalla funzione senso motoria.
Il massaggio è dunque lo starter che agisce delicatamente su questi “circuiti”.

Questa è la prima fase solo successivamente avrà utilità la terapia manuale osteopatica e la terapia cranio sacrale.

Tramite il Metodo Armony rispettiamo questi passaggi e queste fasi.

Se desideri instaurare una relazione d’amore intensa con il tuo bambino aiutarlo a liberarsi dalle tensioni, avere uno strumento che ti permetta di calmarlo contattami

scrivendo a
 info@metodoarmony.ch

oppure chiamami allo

 079 890 89 88

A presto,
Michela

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