Le cure materne modificano la struttura del cervello?

By | 3 Febbraio 2020

Come posso aiutare mio figlio a crescere bene?

Cosa posso fare per essere una brava mamma?

Due domande molto diverse, ma mirano entrambe allo stesso obiettivo, il benessere psico-fisico del proprio bambino.

Se da una parte si cercano soluzioni miracolose per il benessere del proprio figlio/a dalla nascita, dall’altra parte la (neo)mamma può vivere il sentimento di non essere all’altezza, avere mille dubbi come accudire al meglio il proprio pargolo e guidarlo nella sua crescita.

Sapere che le cure materne modificano la struttura del cervello grazie alla neuro plasticità, ovvero la flessibilità cospicua del cervello umano  di cambiare struttura dei circuiti nervosi in seguito alle esperienze che si vivono, può essere d’aiuto alle mamme.

Questo processo, di potenziamento o di de-potenziamento , avviene nelle strutture celebrali indistintamente dalla loro funzione, ed è influenzato e condizionato rispettivamente da esperienze positive o negative. Avviene tramite l’attività elettrica, da fattori molecolari in cui viene promossa l’efficacia della comunicazione tra le cellule nervose.

Un processo fondamentale nella fase di apprendimento e della memoria.

Nei bambini inizia nelle prime fasi di vita  ed è  influenzato sia dall’ambiente in cui vive, come dalle cure materne o della persona che li accudiscono per la maggior parte del tempo.

È stato dimostrato come i benefici dell’accudimento elevato materno mediato da:

abbracci, coccole, massaggi, si propaghino nel tempo.

Le regole precise che determinano il cambiamento, avviene grazie ai meccanismi dell’epigenetica che consolidano e mantengono nel tempo queste informazioni.  Sia esse siano esperienze positive o negative.

Cosa è la Neuro plasticità?

È la plasticità dei circuiti nervosi, il modificarsi come struttura e come funzione in base all’esperienza vissuta dall’individuo.

Lo studio condotto dimostra come i bambini coccolati e massaggiati saranno adulti propensi al gioco, saranno meno ansiosi, mentre le femmine metteranno in atto alti livelli di cure materne.

Tra i benefici si ha un effetto “a cascata” condizionante e regolante l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Considerato il coordinatore centrale dei sistemi di risposta allo stress.

Come si può potenziare nell’essere umano la neuro plasticità?

È fondamentale offrire un ambiente ricco di stimoli, quali:

l’esplorazione, la memoria, le interazioni sociali, l’attività fisica.

Ma soprattutto l’attività fisica favorisce la neuro plasticità, favorendo i fenomeni di apprendimento e di memoria.

I bambini di oggi sono sempre più sedentari, i più piccoli bloccati in supporti venduti quali supporto alle cure materne, e questo va a discapito di questo processo di modellazione.

Il mercato, dedicato ai bambini e ai giovani, offre molti giochini elettronici per stimolare l’intelligenza, ma non sono utili, non sono al pari e  non sostituiscono quello che è la creazione di mappe cognitive create grazie all’interazione, alla stimolazione e a il movimento.

Il miglioramento cognitivo ottenuto in questi giochi (elettronici) non può essere trasferito alla vita reale, alle necessità quotidiane.

Il gioco inteso come: correre, camminare, arrampicarsi, oltre a stimolare il sistema sensoriale e la creazione di mappe  cognitive, è il mezzo per esercitare le competenze.

L’attività fisica in abbinamento ai giochi in cui è stimolata l’attività cognitiva (giochi di società) hanno effetti positivi per la neuro plasticità.

I bambini alla nascita hanno circuiti completamente immaturi. Il loro sistema è plastico e risponde agli stimoli, e più correttamente si stimola meglio preforma.

Oltre alle attività specifiche offerte ai bambini in base alla loro età, un aspetto cruciale per la maturazione è il contributo fondamentale dell’esperienza in cui si modellano le connessioni.

Passando da una connettività debole e diffusa, in cui la funzione non è matura, ad una connessione robusta, in cui la funzione è specifica.

Tra le esperienze che guidano il rimodellamento, il contatto fisico è di fondamentale importanza. È un aspetto che fa parte delle cure materne.

Questo determinerebbe non solo un miglioramento nello sviluppo celebrale, ma anche una migliore relazione genitore-bambino.

Tra le modalità di contatto vi è il massaggio e può potenziare lo sviluppo celebrale.

Favorendo prima il raggiungimento dei traguardi delle fasi di sviluppo del bambino.

La Dott.ssa Berardi afferma che l’ambiente esterno,  oltre ad essere sorgente di esperienza, rimodellatore, è anche una guida e un motore; un potenziatore.

Il contatto fisico materno, è naturale, istintivo, positivo ed è cruciale.

Vi sono neuroni specializzati per la risposta ad un con-tatto dolce, denominati dalla Dott.ssa Neuroni del massaggio.

Se esistono, permettono e  formano una forma di comunicazione importante ed essenziale per lo sviluppo del bambino.

Perché non approfittare di questo canale di comunicazione, di questo potenziale innato e naturale?!

Abbraccia, massaggia il tuo bambino, non dannarti nel ricercare un gioco speciale per favorire lo sviluppo del tuo piccolo.

Un altro suggerimento della Dott.ssa,  dai tempo al tuo bambino di approfondire le attività secondo i suoi tempi, i suoi ritmi, solo così potrà andare in profondità ed acquisire le informazioni necessarie per consolidare le singole esperienze.

Non affollare di esperienze il tuo piccolo, non sarebbe positivo.

No ad agende sovraccaricate!!

In occasione del simposio  conoscere l’uomo organizzato da Giorgio Nardone e il suo staff, il Dott. Luca Mazzucchelli (https://www.lucamazzucchelli.com/)ha intervistato la Dott.ssa Nicoletta Berardi, professore ordinario Dipartimento di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino (NEUROFARBA), di Firenze,

per approfondire l’argomento come l’esperienza possa cambiare il cervello.

Clicca qui per ascoltare l’intervista completa.

Michela Bolis

Massaggio, Drenaggio Linfatico Manuale, Terapia Cranio Sacrale.

Spec. TFG Terapia Manuale Osteopatica.

Insegnante Massaggio Infantile Certificata AIMI

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Michela Bolis

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