
Quasi tutte le mamme possono allattare.
Sono rarissimi, infatti, i casi in cui l’allattamento è sconsigliato o non praticabile.
Nonostante tutte le indicazioni positive comprovate, al giorno d’oggi l’allattamento materno sta progressivamente cedendo il posto a quello artificiale, considerato con troppa facilità un sostituto all’altezza di quello vero.
I motivi della scelta sono diversi e svariati, ci sono mamme che provano, ma viste le difficoltà ad attaccarsi al seno del proprio piccolo rinunciano a questa esperienza.
Personalmente ho avuto la fortuna di poter attaccare il mio bambino e di allattarlo per 12 mesi. Avere il latte nonostante il parto sia stato difficile e che il piccolo sia stato ricoverato in osservazione in pediatria.
Lo portavano in camera ogni 4 ore per attaccarlo 10 minuti.
Non è stato facile, zero spiegazioni, zero supporto, però la mia estrema convinzione, dei benefici dell’allattamento al seno, sicuramente mi ha agevolato.
Ti esorto a non mollare! Come mamma è un’esperienza unica indimenticabile e insostituibile.
Dal punto di vista professionale per quanto concerne il mio lavoro con la terapia cranio sacrale ti spiego quali vantaggi porta questo tipo di suzione/allattamento.
Un parto difficile, lungo o troppo veloce, l’utilizzo della ventosa. Tutte queste situazioni possono alterare la struttura cranica del bambino con effetti a breve e lungo termine, che si potrebbero manifestare con:
- rigurgiti,
- difficoltà di suzione,
- deglutizione,
- otiti ricorrenti,
- fino ad arrivare a problematiche posturali anche importanti visibili solo dopo qualche anno.
Da qui l’importanza di un primo controllo anche subito dopo la nascita.
Escluse patologie o problematiche gravi che sarà il personale specializzato a definire, queste difficoltà non sono altro che tensioni delle diverse strutture del cranio:
ossa, suture, membrane che non riacquistano la mobilità funzionale.
Portano tutto il sistema cranio sacrale in un movimento modificato. Vedilo come un sistema d’ingranaggi in cui uno si è bloccato, rallentato.

Come fare a capire se qualcosa è rimasto imbrigliato?
Ci sono alcuni segnali che possono far presupporre che è presente una disfunzione craniale:
- Difficoltà ad attaccarsi al seno
- Suzione difficile
- La suzione risulta dolorosa per te mamma
- Si attacca ad un seno, e non all’altro
- Agitazione e pianto
Gestire questi disagi non è facile, tutt’altro ci vuole pazienza e perseveranza per poter continuare ad allattare.
Ci sono mamme che per un periodo introducono l’allattamento misto, sino a trovare la soluzione per continuare ad allattare il proprio bambino con soddisfazione.
Ogni caso è a se, non esiste una regola. Ogni essere umano è uguale a se stesso.
Ti elenco i benefici dell’allattamento al seno per il tuo bambino così, se mai dovessi avere un momento di sconforto e decidere di smettere, magari rivedi la tua scelta:
Dal punto di vista della terapia cranio sacrale grazie al movimento armonico della suzione si attua una normalizzazione naturale del cranio e quindi un recupero a volte spontaneo delle disfunzioni craniche.
La suzione al seno è naturale, la lingua preme sul palato spremendo il capezzolo.
La lingua si muove grazie al suo apparato muscolare, muscoli che sono collegati con diverse ossa del cranio coinvolte nella suzione e deglutizione. È un movimento sincrono.
Una posizione non corretta della lingua, causata dalla muscolatura o dalla struttura ossea, può provocare mal occlusione.
La respirazione bucale causata dalla mal occlusione, influenza lo sviluppo dei mascellari, dei denti e quindi causare alterazioni strutturali.
Durante tutta la crescita, ma anche in età adulta, “la bocca”, è costantemente influenzata dalle strutture che la circondano, come la lingua stessa condiziona le strutture coinvolte.
Una perdita di equilibrio tra la lingua, i muscoli e le ossa coinvolte comporta una modifica della postura.
Cosa cambia con il biberon
Con il biberon, il latte scende da solo. Infatti, se provi a mettere a testa in giù un biberon, sgocciola.
Il bambino per accogliere la tettarella sposta indietro la mandibola, per far fuori uscire il latte risucchia le guance, la lingua la tira indietro. Aspira e non spreme. Quindi utilizza la muscolatura delle guance e non tutto il complesso muscolare legato alla lingua.
Anzi la lingua è usata per bloccare la fuoriuscita di latte dal biberon.
Cosa comporta questa differenza di suzione?
La differenza del movimento di suzione incide anche sulla coordinazione: suzione – deglutizione -respirazione.
Puoi intuire come l’allattamento al seno sia un meccanismo naturale mentre con il biberon, si, il tuo bambino si nutre ma avviene un meccanismo forzato e innaturale.
Che incide sull’articolazione temporo mandibolare, la colonna cervicale con un coinvolgimento della catena viscerale.
Per questo prima di abbandonare l’allattamento al seno, chiedi supporto, consigli alle persone formate e specializzate.
- Se l’attacco fosse difficile, la suzione insufficiente e/o dolorosa puoi
usare un sistema che prende i classici due piccioni con una fava:
si somministra latte in aggiunta e allo stesso tempo si stimola il seno, in modo da aumentare la produzione di latte.Si chiama “Dispositivo di Alimentazione Supplementare” o D.A.S.
Si tratta di un tubicino molto sottile:
da una parte lo si mette in un contenitore che contiene il latte (artificiale o della mamma), dall’altra si mette vicino al capezzolo.Il bambino, mentre succhia al seno della mamma, prende allo stesso tempo il latte dal seno e dal tubicino. In questo modo il bambino, pur prendendo un’aggiunta, è attaccato al seno della mamma, così lo stimola a produrre più latte.Inoltre non deve imparare un modo diverso per alimentarsi, perché lui continua a succhiare al seno come ha sempre fatto. - iniziare con il massaggio infantile per allentare le tensioni sul corpo del tuo bambino per aiutare la sua normale fisiologia.
Solo se la normalizzazione non dovesse avvenire naturalmente con la suzione al seno e il massaggio, la terapia cranio sacrale può essere un valido alleato per rilasciare queste tensioni.
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